Quest’anno l’Oscar parla spagnolo

Il vincitore indiscusso è Birdman del messicano Alejandro González Iñárritu, regista messicano che dopo Alfonso Cuarón, premio Oscar 2014 per la regia di Gravity (l’Oscar a miglior film andò a 12 Years a Slave di Steve McQueen), riceve non solo il prestigioso premio alla regia ma trionfa in altre 3 categorie principali: miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia e soprattutto miglior film, battendo i quotati Boyhood e Grand Budapest Hotel. Annunciato dall’attore Sean Penn, che ironizza sulle green card, Iñárritu ringrazia nei suoi discorsi collaboratori, amici, famiglia e dedica la vittoria al Messico e ai suoi connazionali. A eguagliare il numero di statuette, ma in categorie minori, c’è solo Grand Budapest Hotel di Wes Anderson: l’italiana Milena Canonero vince la statuetta per Migliori Costumi, Anna Pinnock e Adam Stockhausen prendono la statuetta per Migliore Scenografia, per  Miglior Trucco salgono sul palco Mark Coulier e Frances Hannon e, infine, per Miglior Colonna Sonora ad Alexandre Desplat (candidato tra l’altro anche per The Imitation Game di Mortem Tyldum). Whiplash di Damien Chazelle vince ben 3 Oscar: al favorito J.K.Simmon per Miglior Attore Non Protagonista, a Craig Mann e Ben Wilkins per miglior sonoro e a Tom Cross per Miglior Montaggio. Sul fronte interpreti nessuna sorpresa. Oltre Simmons (che in modo molto sobrio, ricorda i suoi genitori), trionfa un emozionatissimo Eddie Redmayne per l’incredibile immedesimazione dimostrata ne The Theory of Everything di James Marsh, nei panni del fisico affetto da SLA Stephen Hawking (cui l’attore dedica il premio, insieme a coloro che lottano contro il medesimo male), e Julianne Moore per la protagonista, malata di Alzheimer, del drammatico Still Alice, finalmente premiata dopo ben quattro candidature andate a vuoto e diversi riconoscimenti nei più importanti festival del mondo (Berlino, Venezia e soprattutto Cannes, solo l’anno scorso). Nonostante le 6 nomination, il favore della critica e svariati consensi (3 Golden Globe, 3 Bafta e 2 Indipendent Spirit Award) Boyhood di Richard Linklater si deve accontentare dell’Oscar alla Migliore Attrice Non Protagonista a Patricia Arquette, che si prende pure gli applausi del gentil sesso, intonando un discorso femminista sui diritti delle donne. Tutti gli altri un solo premio: Miglior Sceneggiatura Non Originale a The Imitation Game di Mortem Tyldum, Miglior Montaggio Sonoro ad American Sniper di Clint Eastwood, Miglior Canzone a Selma di Ava DuVernay e Migliori Effetti Speciali a Interstellar di Cristopher Nolan, mentre a mani vuote Foxcatcher di Bennet Miller, Turner di Mike Leigh e Inherent Vice di Paul Thomas Anderson. Nel campo dell’animazione, dopo il trionfo di Frozen, vince ancora la Disney per il film Big Hero 6 e il  corto FEAST. Sempre nella sezione cortometraggio vincono The Phone Call e Crisis Hotline: Veterans Press 1 (corto documentario). Nella categoria Miglior Film Straniero, la spunta la Polonia con Ida di Paweł Pawlikowski e il Miglor Documentario è CitizenFour Laura Poitras sulla nota vicenda di Edward Snowden.

L’87ª edizione della cerimonia degli Oscar ha riservato poche sorprese sul fronte delle premiazioni ma è stata divertente e piacevole, soprattutto grazie alla verve e alla simpatia dell’attore Neil Patrick Harris, in veste di conduttore. Tra i momenti più spassosi che l’hanno visto protagonista: l’arrivo in mutande davanti al pubblico del Dolby Theater (in cui cita proprio due tra i film che hanno conquistato più statuette, Birdman ma anche Whiplash); il gioco delle previsioni sui papabili vincitori; qualche battuta (su Oprah Winfrey) e il numero d’apertura, in cui balla, canta, entra nei fotogrammi di film storici del cinema, duetta con Anna Kendrick, tira in ballo Benedict Cumberbatch , e viene persino interrotto (si fa per dire) dall’intervento di un incontenibile Jack Black.  A proposito di musica, come di consueto, si sono alternate varie esibizioni canore: Lady Gaga con un medley di The Sound of Music, John Legend e Common, con la commovente canzone premio Oscar Glory (Selma), Adam Levine con la sua Lost Stars per il film Begin Again (di cui è anche interprete attoriale), Rita Ora con Grateful (Beyond the Lights) e The Lonely Island & Tegan & Sara con Everything is Awesome (The Lego Movie). Quest’ultima particolarmente degna di nota, non solo per l’energica prova sul palco, ma soprattutto per la bella trovata di distribuire Oscar ai principali candidati della serata, ovviamente formato lego, realizzati per l’occasione dall’artista Nathan Sawaya. Da citare, infine, tra vari discorsi, il toccante appello del giovane sceneggiatore Graham Moore sul non aver paura di essere diversi “Stay weird, stay different”, vincitore per The Imitation Game e il tradizionale momento Ad Memoriam, accompagnato dall’esibizione di Jennifer Hudson con I Can’t Let It Go, in cui vengono ricordati personaggi dello spettacolo scomparsi nell’ultimo anno. Unica nota stonata, duole scriverlo, è l’assenza del regista italiano Francesco Rosi tra i nomi ricordati, mentre era presente quello dell’attrice Virna Lisi.

 

Qui di seguito potete vedere l’elenco completo dei vincitori.

MIGLIOR FILM: Birdman

MIGLIOR REGIA: Alejandro González Iñárritu (Birdman)

MIGLIOR ATTORE: Eddie Redmayne (The Theory of Everything)

MIGLIOR ATTRICE: Julianne Moore (Still Alice)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: J.K. Simmons (Whiplash)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Patricia Arquette (Boyhood)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris e Armando Bo (Birdman)

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Graham Moore (The Imitation Game)

MIGLIOR FILM STRANIERO: Ida regia di Paweł Pawlikowski (Polonia)

MIGLIOR FILM ANIMAZIONE: Big Hero 6, regia di Don Hall e Chris Williams

MIGLIOR FOTOGRAFIA: Emmanuel Lubezki (Birdman)

MIGLIOR SCENOGRAFIA: Adam Stockhausen (Grand Budapest Hotel)

MIGLIOR MONTAGGIO: Tom Cross (Whiplash)

MIGLIOR COLONNA SONORA: Alexandre Desplat (Grand Budapest Hotel)

MIGLIOR CANZONE: “Glory” musica e parole di John Stephens e Lonnie Lynnda (Selma)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher (Interstellar)

MIGLIOR SONORO: Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley (Whiplash)

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Alan Robert Murray e Bub Asman (American Sniper)

MIGLIOR COSTUMI: Milena Canonero (Grand Budapest Hotel)

MIGLIOR TRUCCO: Frances Hannon e Mark Coulier (Grand Budapest Hotel)

MIGLIOR DOCUMENTARIO: CitizenFour regia di Laura Poitras

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: Crisis Hotline: Veterans Press 1 regia di Ellen Goosenberg Kent

MIGLIOR CORTO: The Phone Call regia di Mat Kirkby

MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE: FEAST regia di Patrick Osborne

 

Di Laura Sciarretta

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