Mortdecai

Depp, Paltrow, McGregor, il trio ideale per una combinazione vincente. Mortdecai, nelle sale dal 19 Febbraio, vede un irriverente Johnny Depp che interpreta il ruolo di un mercante d’arte (Charlie Mortdecai), imbroglione e sofisticato, alle prese con il furto di un dipinto (un Goya) trafugato per la preziosa verità che contiene: il codice di un conto bancario svizzero in cui si pensa sia depositato l’oro dei Nazisti.
Diretto da David Koepp, che ha seguito già Depp nel film Secret Window, il film risulta a tutti gli effetti un’action-comedy, a metà strada tra un professionale James Bond e un arguto ispettore Clouseau nella Pantera Rosa.
Tratto da una serie di romanzi pubblicati in U.K. a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 da Kyril Bonfiglio con il titolo di “Don’t point that thing at me” che hanno come protagonista Charlie Mortdecai.
Nella sua personalissima e alle volte, sopra le righe, interpretazione, Sir Mortdecai risulta a tutti gli effetti un personaggio coinvolgente, da seguire dall’inizio, alla fine delle sue (dis)avventure. Sua fedele spalla e guardia del corpo è interpretata da Paul Bettany, il quale non si fa trovare mai impreparato ed è pronto a tirarlo fuori dai guai, ogni volta che si trova in mezzo a situazioni, dove la prestanza fisica e qualche mossa di arte marziale, possono risolverle con facilità. Gwyneth Paltrow è la signora Mortdecai, bellissima e fedele al bizzarro mercante d’arte, anche quando si fa crescere quel baffetto alla Hercule Poirot che lei proprio non riesce a sopportare.
A Ewan McGregor, preciso e impassibile, tocca invece il ruolo di un agente dei servizi segreti inglesi, da sempre innamorato della signora Mortdecai, fin dai tempi dell’università. Accetta con sportività la sconfitta in amore, con il contendente Charlie. Il film è un susseguirsi di capovolgimenti di fronte e cambiamenti di spazi temporali ( Russia, Hong Kong, Londra).
Johnny Depp riassume con la sua recitazione, tutti i personaggi fin’ora interpretati. Nulla di nuovo, si potrebbe obiettare. Ed invece, il risultato è quello sperato: modo di recitare vincente non si cambia. Il tutto viene condito da dei protagonisti che fanno emergere la stravaganza dell’attore, con la loro normalità. Commedia adatta a tutti. Frizzante, leggera ma comunque di spessore. Pulita nelle sue parti essenziali, nello svolgimento della vicenda. Niente è stato lasciato al caso e tutto si sbroglia con una successione incalzante di eventi.

Silvia Palomba

© Riproduzione Riservata