American Horror Story Freak Show

Dopo un anno è tornato sul piccolo schermo American Horror Story con una serie di 13 puntate che prende spunto nell’ambientazione e nei temi trattati da Freaks di Tod Browning e da Carnivale la serie in due stagioni di Daniel Knauf prodotta da HBO (2003-2005).

Astutamente Carnivale riprendeva l’ambientazione del famoso film di Browning ambientando la storia nell’America degli anni ’30 e riprendendo in modo più favolistica il mondo degli spettacoli circensi, tralasciando i veri e propri freaks, i fenomeni da baraccone, quelli che ancora andavano molto in voga in quei anni anche se stavano iniziando il loro triste declino. Figure freaks le vediamo spesso nei film ante-guerra, uno per tutti il caso del Dr. Caligari che in Das Cabinet des Dr. Caligari si serviva di Cesare, affetto di sonnambulismo, per i suoi scopi. Freak Show è stato ambientato a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, nel periodo post bellico quando le deformazioni degli esseri umani erano all’ordine del giorno, più in Giappone che in America, è vero, ma possiamo rintracciare dei motivi sociologici che concernono ai trauma studies per comprenderne la logica.

La linea narrativa principale infatti ci narra fondamentalmente alcune storie che seguono i personaggi principali, tutti personaggi negativi, tormentati, con archi che li porteranno ad una caduta, ma con un messaggio interessante: l’ironia risiede nel fatto che i freak, tanto ripudiati dalla società, hanno effettivamente un codice morale che, in conclusione della serie, non possiamo che accogliere. Sebbene i singoli filoni narrativi siano molto interessanti, presentano alcuni problemi nella durata e nell’accavallarsi delle storie. Ripercorriamo insieme il tutto.


 

Main characters

Elsa Mars (Jessica Lange) è il personaggio che porta la linea narrativa principale del racconto. Il suo personaggio compie un arco negativo che vede il disgregarsi del suo spettacolo, della sua autorità e della fiducia che i membri del freak show hanno in lei. Tutto ciò accade a causa del suo fatal flow, il suo desiderio irrefrenabile di avere successo nel mondo dello spettacolo. Attraverso diverse linee verticali sviluppate in diverse puntate, ricostruiamo gli elementi chiave di un personaggio ben strutturato e sfaccettato come questo. Elsa era una sta prima della guerra, ma una star nel mondo della prostituzione. Ella metteva in piedi spettacolari privati per uomini depravati che volevano farsi sottomettere. Il suo essere coinvolta in questi loschi ambienti la portarono a girare uno snuff movie, voleva essere una star e ci riuscii facendosi drogare e amputare le gambe. Così, grazie all’aiuto di Massimo Dolcefino (Danny Huston), Elsa era entrata a far parte degli outsider, camminando con delle gambe di legno costruite appunto dal suo amico. Ma questa situazione di “diversa” Elsa Mars non l’ha mai accettata ed è diventata così leader in un gruppo di outsider che è sempre andata a cercare, a partire da Pepper, e che le fornivano la possibilità di sentirsi caritatevole, gentile, una madre che protegge e nutre i suoi figli. Ruolo che non riesce appunto a mantenere e che perderà proprio a causa del suo fantomatico desiderio che la porterà alla morte nell’ultima puntata. Elsa si era permessa infatti di fare il suo show anche nel giorno di Halloween invocando così Edward Mordrake (Wes Bentley). La leggenda, che ci era stata presentata nelle puntate 3 e 4, voleva che se un freak si permetteva di fare uno show nel giorno di Halloween allora Edward, una sorta di angelo della morte, si sarebbe portato via il freak che avrebbe dimostrato di non aver sofferto davvero nella vita.

Bette e Dot Tattler (Sarah Paulson), le due gemelle siamesi, presenti in ogni puntata, presentate a partire dal loro ricovero in ospedale e che per la maggior parte della serie sono in conflitto tra di loro, spinte dal desiderio primario di ribellarsi alla loro stessa natura, dimostrano di aver sviluppato una discreta forza e capacità di manipolare gli altri, Elsa in particolare, a partire dalla settimana puntata. Per il resto sono guidate da una parte dal desiderio di essere in prima linea sul palcoscenico (desiderio di Bette) e dall’altra appunto il desiderio di scissione, portato avanti da Dot, più fredda e razionale. Sin dal loro arrivo al freak show, hanno un particolare legame con Jimmy e dimostrano di essere personaggi solidi. Alla nona puntata troviamo la svolta del loro personaggio: Bette dimostra di essere meno superficiale di quanto si pensasse, è comprensiva e ora che possono forse scindersi, confessa alla sorella cosa crede sia davvero l’amore

love is sacrifice

Sebbene entrambe vogliano una vita normale, sebbene abbiano davvero sofferto, guardato in faccia la morte (hanno ucciso la propria madre), Bette si sacrificherebbe per Dot. Il due personaggi hanno un arco del tutto particolare: mantengono la stessa posizione per gran parte delle puntate per poi cambiare radicalmente una volta accettata la loro posizione e farsi valere nel finale.

Dandy Mott (Finn Wittrock), figlio di Gloria Mott (Frances Conroy), è il principale antagonista che si contrappone a Jimmy Darling. Il suo personaggio lo vedremo più avanti.

Jimmy Darling (Evan Peters) è il vero protagonista della serie evi rimando al paragrafo dedicato al suopersonaggio e a quello di Dandy

Ethel Darling (Kathy Bates), madre di Jimmy e affetta da Cirrosi, rappresenta una sorella putativa per Elsa, un mentore per Jimmy (nona puntata), ma anche una sorta di angelo della morte per Dell. Ethel è l’unica che riesca a mettere Elsa davvero in difficoltà, con il suo ruolo autoritario rappresentato esteticamente dall’aspetto possente e dalla barba, riesce a essere una sorta di anima morale del gruppo, portando avanti i valori tradizionali della sua gente.

Dell Toledo (Michael Chiklis) appare nella seconda puntata della serie e, per quanto sia considerato uno dei personaggi principali, la sua storia si sviluppa in particolare modo attraverso 5 puntate. Dopo essere stato presentato nella seconda, nella quinta puntata scopriamo che la sua forza immisurabile e controbilanciata dal suo essere omosessuale, elemento che deve essere nascosto al mondo. Per questo motivo si giustifica la sua relazione con Ethel, una donna con la barba, successivamente con Desiree, una sorta di ermafrodito. La settima puntata è quella più interessante circa questo personaggio. Qui Dell si trova ad essere ricattato da Stanley e passa da essere un uomo con dei problemi a un potenziale omicida (tenta di uccidere Rosie) ad accettare il suo ruolo nella famiglia patriarcale come padre di Jimmy. L’arco del personaggio si compie definitivamente nell’undicesima puntata quando Dell ha ormai totalmente accolto il suo ruolo paterno accudisce il proprio figlio durante un punto essenziale del suo viaggio.

Desiree Dupree (Angela Bassett) appare come compagna di Dell nella seconda puntata. Il suo personaggio compie anch’esso un importante arco dovuto in primis alla scoperta del suo essere effettivamente una donna e non un ermafrodito grazie all’aiuto del medico presentatogli da Ethel. Desiree infatti sarà la promotrice di una sorta di associazione femminile di cui fanno parte Penny e Maggie Esmerelda che si porranno come alternativa alla legge del maschio bianco rappresentata dalla polizia all’inizio della serie e da Dandy successivamente.

Maggie Esmerelda (Emma Roberts) viene presentata insieme a Stanley con cui giunge nella terza puntata. Questo personaggio, strettamente legato a Jimmy in primis, poi a Desiree e anche a Chester per mano del quale morirà, compie un arco ascendente passando da essere una manipolatrice senza scrupoli e diffidente nei confronti dei freaks ad affezionarsi a loro fino arrivare ad amare sinceramente Jimmy. Nella sesta puntata dimostra quanto effettivamente ella sia cambiata anche in base al cambiamento profondo che Jimmy sta compiendo. Successivamente sarà sempre un punto di riferimento positivo, anche portatrice di verità nella storia.

Stanley (Denis O’Hare) compare insieme a Maggie e rappresenta l’antagonista del gruppo più in generale ponendosi come minaccia nascosta e costante che verrà sconfitto dal gruppo stesso nella dodicesima puntata. Stanley, fino ad allora, era riuscito nella sua impresa quasi in toto, ma, una volta scoperto da parte dei freaks, non può che morire per mano loro.


 

Linee narrative.

Come abbiamo già detto, nella serie possiamo rintracciare diverse linee narrative legate principalmente agli archi di evoluzione dei personaggi. Da una parte troviamo il filone caratterizzato dal personaggio di Elsa che si intreccia principalmente con i desideri di Bette e Dot che funzionano come una sorta di antagonista, con il personaggio di Stanley che per certi versi è un alleato. La sua posizione rimane costante nella serie e nel finale di stagione riesce a raggiungere i suoi scopi, ma dato che aveva sfruttato chiunque le fosse stato accanto, non può che morire e finire all’inferno, un inferno positivo però per lei, perché si ricongiunge con tutta la famiglia di freaks e può esibirsi ancora.  Dall’altra parte vediamo la linea narrativa che segue Stanley ed Esmerelda contrapposta al gruppo stesso. Se i due si dividono e Stanley deve cercare da solo di trovare il modo di avere i corpi dei freaks per venderli all’American Monsters Museum, dall’altra parte questo non può che venir scoperto e messo a morte nella dodicesima puntata con un chiaro eco al film di Tod Browning Freaks. Altri due sono i filoni narrativi portati avanti da due diversi antagonisti di serie di cui non abbiamo mai parlato: il pagliaccio Twisty e Chester.

Twisty (John Carroll Lynch) il pagliaccio diabolico appare sin dall’inizio della serie e rappresenta il classico serial killer, tanto da essere mostrato in più di una sequenza come il protagonista di Halloween, film di John Carpenter del 1978. Registicamente caratterizzato dalle molte sono le soggettive che mantengono alta la suspense, Twisty rappresenta un personaggio senza moralità sebbene scopriamo che un passato e un trauma hanno cambiato la sua esistenza in un flashback della quarta puntata. D’altra parte Twisty rappresenta anche il mentore di Dandy nel suo arco negativo.

Chester, antagonista di serie nel finale, interpretato da Neil Patrick Harris, è un ex soldato che è rimasto traumatizzato dalla guerra e dall’amore saffico della moglie. Chester ha un vero e proprio sostituto, Marjorie (Jamie Brewer) è una bambola che egli utilizza a mo’ di ventriloquo, ma che allo stesso tempo rappresenta la detentrice di parte della personalità di Chester, quella malvagia, una sorta di sposa di Chucky che ha ucciso la moglie di Chester e la sua compagna. Ovviamente Marjorie in sé è solo una bambola di legno, ma prende vita nell’immaginario filmico attraverso l’interpretazione di Jamie Brewer che appare durante i momenti di delirio totale di Chester. Questo personaggio, apparso nell’undicesima puntata, instaura subito un legame stretto con “le ragazze” (Bette e Dot) che diventeranno le sue amanti. Chester rivive così il trauma dell’amore extraconiugale della moglie, sentendosi questa volta incluso in quello che per lui è una sorta di gioco perverso. Ma il delirio di Chester e il suo sdoppiamento di personalità lo porteranno dapprima ad acquistare lo show, ma successivamente ad uccidere Maggie Esmerelda di fronte a tutti mentre prova il suo numero di magia. Così il personaggio esce di scena nel dodicesimo episodio.

Passiamo ora alla linea narrativa principale che vede da una parte Jimmy diventare un eroe, dall’altra Dandy essere il suo vero e proprio antagonista, il male assoluto.

Eroe VS la rappresentazione del Male, il gran finale.

Come in ogni serie o film che si rispetti, l’arco del personaggio di Jimmy è riconducibile al viaggio dell’eroe di Vogler. Quando incontriamo Jimmy per la prima volta egli è un ragazzino, un outsider, che vorrebbe solo essere come tutti gli altri, normale, per questo motivo non può che essere una sorta di ribelle con la giacca di pelle e la moto e portare gli altri freaks a compiere azioni poco convenzionali (andare in massa a mangiare in un drive in). Questo almeno per le prime tre puntate. Allo stesso tempo, per lo stesso numero di puntate, ci viene presentato Dandy, un ragazzo di famiglia ricca, molto viziato, che può avere tutto dalla vita, con una madre completamente passiva e succube dei capricci del bambinone cresciuto. Già nella prima puntata lo vediamo interagire con i freaks: insieme alla madre era andato a vedere lo spettacolo e ne aveva voluto uno privato, aveva preteso di incontrare in privato Bette e Dot, desiderio esplicito del giovane. Nell’apertura della seconda puntata Dandy si era invece trovato faccia a faccia con Twisty che, a differenza di tutti gli altri che aveva incontrato, non uccide il giovane aristocratico, affascinando Dandy. Se questa puntata rappresenta uno step positivo per Dandy, allo stesso tempo è negativa per Jimmy che vede morire un primo amico, Meep, nel finale. Durante la terza puntata Dandy viene approfondito sempre di più, così come il pagliaccio, e si rivela per quello che è diventando quasi una sorta di amico di Twisty. Allo stesso tempo Jimmy porta avanti la vendetta per Meep dimostrando di essere il leader del gruppo. La terza puntata è quella della vera svolta per questi personaggi. Dandy, ormai amico del pagliaccio, costruisce un vero e proprio teatrino dopo aver indossato la maschera da clown e spettacolarità la violenza nei confronti degli ostaggi di Twisty. Jimmy, che era stato catturato insieme a Maggie, assiste alla scena. Il piano di Dandy non andrà a buon termine, Twisty verrà ucciso da Mordrake rendendo Dandy il suo sostituto (nuovo serial killer) e Jimmy, aiutato dalla testimonianza di Maggie, l’eroe. Questo ruolo non è ben accetto da Jimmy che deve ancora affrontare il dolore per la scomparsa di Meep, egli vorrebbe solo proteggere tutta la sua famiglia, d’altra parte Dandy comprende quale sia il suo vero ruolo: Dandy avrebbe voluto fare l’attore, tutta la vita si era impegnato e, guardandosi allo specchio, il suo corpo era per lui rappresentazione dell’America stessa. La madre, iper protettiva glielo aveva impedito, lo aveva così come castrato, ma, avendo scoperto il mondo straordinario dell’omicidio, Dandy può a partire da questo momento recuperare la propria virilità. Comprende infatti che il suo ruolo non è quello di sostituire Twisty ma

I am no clown, I am perfection, I am greatness, I am the future, and the future stars tonight

Dandy è pronto infatti a sposarsi, prende in mano la situazione nei confronti della madre nella puntata successiva: è intenzionato a sposare le gemelle che egli aveva appena ricevuto in cambio di denaro da parte di Elsa. Jimmy intanto scopre che è proprio Dandy ad avere Bette e Dot grazie a Paul. Le ragazze intanto avevano “tradito” Dandy che, leggendo il loro diario, aveva scoperto che queste non lo amavano realmente. L’amore delle giovani aveva portato quasi speranza in Dandy che a questo punto si sente una sorta di “angelo della morte”. Dandy viene così sconfitto quando Jimmy riporta le ragazze a casa nella settima puntata, accusa Elsa conquistandone il rispetto, ha anche ottenuto l’amore di Maggie e rappresenta in toto l’eroe. Questo ruolo però gli pesa, le responsabilità lo devastano, allo stesso tempo si rende però conto che deve sconfiggere Dandy. Prima di fare ciò Jimmy dovrà però risolvere con il suo passato, dovrà affrontare il padre, la sua condizione di ragazzo dalle mani d’aragosta. L’ottava puntata invece risulta decisiva e unisce ancor di più i due personaggi che si scontrano entrambi con la morte. Muoiono sia la madre di Jimmy, Ethel, che quella di Dandy, Gloria. Da qui i personaggi si svilupperanno in maniera diametralmente opposta. Se Dandy, attraverso l’uccisione di Gloria riesce a rivendicare un proprio ruolo nella società e la sua particolare forma di depurazione, il bagno di sangue; Jimmy cadrà in un vortice di disperazione e alcolismo, all’affrontare difficili decisioni (farsi amputare le mani), il dolore e la disperazione, per, infine, affrontare nuovamente Dandy nel finale (ultima puntata) e assumere il proprio ruolo di leader dei pochi freaks non uccidi dal folle ragazzo, Desiree e Bette e Dot. La morte di Dandy non poteva che essere rappresentata da un momento di spettacolo puro: Jimmy recupera una sorta di scatola trasparente appartenuta a Houdini che veniva riempita d’acqua con questi incatenato. Lo spettacolo del prestigiatore voleva che questi si liberasse e riuscisse a salvarsi da morte certa. Dandy non può che morire sotto lo sguardo non solo dei tre personaggi che interpretano tutti un ruolo per riuscirlo a catturare (Bette e Dot lo avevano sposato, Desiree aveva finto di fare la cameriera e Jimmy è come se si fosse finto morto). Dandy e Jimmy sono quindi chiaramente portatori del filone narrativo principale, gli sceneggiatori sono riusciti a credere personaggi di rilievo le cui azioni creano echi in tutte le linee orizzontali presenti nella serie.


 

Il ruolo del cinema e della macchina da presa.

Molti altri sono gli spunti di riflessione che scaturiscono dalla visione attenta della serie. Voglio fare un ultimo riferimento, quello del ruolo del metacinema, qui ancor più presente rispetto alle altre stagioni di AHS. Sin dalla puntata la regia si palesa con scelte stilistiche conformi a elementi meta-narrativi come nel caso dello split screen ad esempio, ma anche come citazione di stili adoperati da altri film (come nel caso già citato di Halloween). Il metacinema si palesa anche in altri modi in questa serie, modi peculiari che vorrei semplicemente elencare. Da una parte molti dei personaggi personaggi sono ossessionati dallo spettacolo, vengono citati film del momento come Singing in the rain oppure attori famosi dell’epoca come Montgomery Clift, ma anche lo schermo e la macchina da presa risultano essenziali nella diegesi. Penso ad esempio alla prima puntata e al video che Elsa mostra alla sua “ospite” come testimonianza del fatto che questa non fosse stata rapita dal gruppo: il film, le riprese, le immagini, come forma di reperto, di testimonianza, era entrato nella pratica legale a partire dal processo di Norimberga del 1945. Altresì vediamo come il Elsa abbia perso le gambe durante le riprese di uno snuff movie che ci viene mostrato. Abbiamo inoltre tutta la riflessione sullo star system che sta morendo a Hollywood, così come le notevoli difficoltà che si hanno quando si vuole entrare in quel mondo così chiuso. La serie, nella penultima sequenza mostra le riprese dello show televisivo di Elsa Mars, andando al di là della macchina da presa, evidenziando nello specifico il processo di realizzazione di uno spettacolo audiovisivo. Questa pratica, frequente nel cinema contemporaneo, passa dunque anche alla televisione che forse inizia a riflettere sulla sua funzione, sul suo ruolo all’interno della società.

Lo spettacolo, il desiderio contemporaneo di una ipervisibilità dei soggetti, Facebook e i fenomeni di Youtube possono essere elementi tutti rintracciabili all’interno della serie che riflette su tutti questi dando una risposta ironica al sistema socio-culturale che conosciamo: Elsa deve morire per avere il suo legittimo posto sul palcoscenico. Che il vero artista sia solo colui che viene considerato tale dopo la morte? Dovremmo forse rivedere il ruolo di questi fenomeni mediatici che più che vere star sono meteore nel sistema audiovisivo? Secondo me si.

Gabriela Primicerio

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Gabriela Primicerio

Laureata alla Sapienza in Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche, ha conseguito il diploma di Master in Gestione della produzione cinematografica e televisiva presso la Luiss. Costantemente in cerca di nuove sfide professionali.