Usa, l’anno dell’apertura mentale: un passo avanti nella storia attraverso il cinema.

Un anno si è appena concluso, un altro è appena iniziato…

A breve ci ritroveremo di nuovo noi cinefili incollati davanti allo schermo (televisivo, tabletivo, pcivo….)  con i soliti rituali, a vedere i SAG awards, i Golden Globes, e infine The OSCARS.

Non si può non notare, che l’America, sia progredita durante questi passati 365 giorni, cinematograficamente, socialmente, e di conseguenza apertura di coscienza, basti pensare all’apertura delle barriere con Cuba.

Ma nel dettaglio, il 2014 è stato un anno di grandi cambiamenti in campo cinematografico, un anno di progressi.

In seguito alle nomination per il 2015, ma anche alle uscite televisive, posso dire con certezza che il cambiamento prosegue (ma non dimentichiamoci che sono furbi e perspicaci, che sia una mossa a livello sociale e politico in seguito ad una storia che si ripete?). Infatti quest’anno c’è stata una maggiore produzione di film sul tema omosessuale, tema che da sempre è stato affrontato in maniera delicata, superficiale, e troppo spesso stereotipata.

Il mondo LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) come indica la cifra, è vario, dire omosessuale oggi giorno è riduttivo. Nella storia del cinema questa materia è stata travisato e ancor prima fin troppo negata. Durante gli anni 30 vengono tracciate delle linee guida, Production Code, ossia il Codice Hays, a cui bisognava attenersi e che quindi tenevano sotto controllo la produzione cinematografica americana, fino agli anni 70, e che censuravano soprattutto film con una forte componente omoerotica.

Poco è stato affrontato il tema omosessuale al femminile, o se fatto, in maniera rigirata, come in Morocco del 1930 in cui Marlene Dietrich travestita da uomo, bacia in pubblico una donna; negli anni 50, in Gioventù Bruciata (1955), c’è la prima omosessualità velata da parte di un personaggio maschile, successivamente anche nel La Gatta sul Tetto che Scotta (1958), il personaggio interpretato da Paul Newman è palesemente gay e legato da un sentimento troppo forte all’amico deceduto, il cui fantasma aleggia perennemente durante tutto il film.

Negli anni 60 le cose cambiano, e l’America inizia ad aprirsi ad alcune realtà, permettendo così di essere mostrate a livello cinematografico, ma con una clausola: i personaggi gay, principali o secondari che fossero, dovevano morire, o di omicidio o suicidio, quindi finale tragico e violento.

La parola omosessuale non viene mai pronunciata nei film fino alla fine degli anni 60, periodo di grande svolta: guerra del Vietnam, lotte per i diritti sociali e umani, aumento del movimento femminista etc.

Durante gli anni 70 i film a tema LGBT aumentano, ma descrivendo la realtà in maniera stereotipata; ciò diede vita a manifestazioni e denunce.

Negli anni 90, la realtà LGBT viene legata al tema dell’AIDS (vedi Philadelphia del 1993).

il Codice Hays venne abolito grazie anche al movimento del cinema indipendente noto sotto il nome di New Queer Cinema, nato con lo scopo di insegnare ed evitare pericoli, oltreché uscire dalle convenzioni sociali (Boys don’t Cry, 1999).

 

-Da Brokeback Mountain a Behind The Candelabras:

L’America è arrivata tardi rispetto all’Europa a questo cambiamento, causa, le difficoltà di coming out in una società bigotta, in cui si “crede” all’istituzione della famiglia, a ciò che rappresenta, ai valori giusti da perseguire (come quando da bambino fino all’età adolescenziale non fanno altro che rifilarti la filastrocca del “bisogna andare a scuola, studiare, prendere buoni voti, andare all’università, laurearsi in tempo, altrimenti non trovi un buon lavoro o come ancora oggi la posizione marginale della donna).

Nel 2005 appare sul grande schermo Brokeback Mountain, un film che cerca di “proiettare sullo spettatore la realtà in cui gli omosessuali dei nostri giorni si trovano” (Wikipedia).

Il racconto uscì nel ’97, successivamente iniziarono le prime trattative per l’adattamento cinematografico ma trattando un tema ancora scomodo e pericoloso in America, ma non solo, non si arrivò presto ad un giusto compromesso ed accordo tra vari registi, sceneggiatori e produttori, prima del 2004.

Su regia di Ang Lee, personalità con forte sensibilità, e di conseguenza, filo rosso dei suoi film è il conflitto tra sentimenti e costrizioni, quale regista meglio di lui poteva affrontare un tema così delicato.

Il film è il primo della storia del cinema contemporaneo ad entrare prepotentemente nell’immaginario collettivo, scardinando tabù, stereotipizzazioni, buttando giù un muro che teneva gli omosessuali e tutto l’universo LGBT, lontano dalla macchina cinema. E’ un film che tocca qualunque essere umano perché viene ben rappresentato il valore universale dell’amore, anche attraverso scene esplicitamente omosessuali che in Italia per la messa in onda tv sono state censurate.

E’ da questo momento in poi che Hollywood investe, si butta maggiormente ad indagare questo tema superando i pregiudizi e il timore del troppo esplicito, tranne nel caso di Behind the Candelabras (2013) che come Soderberg specifica, rilasciando un’intervista: “They all said it was too gay. And this is after “Brokeback Mountain” (2005), by the way, which is not as funny as this movie. I was stunned. It made no sense to any of us.” (http://www.imdb.com/title/tt1291580/trivia?tab=tr&item=tr1845610), che causa la messa in onda tv su HBO e non al cinema.

Tra questi due film, altri come Milk (2008) e Dallas Buyer Club (2013) trattano diversi aspetti del tema, arrivando anche al transgender: il primo, film biografico di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad essere eletto ad una carica politica negli USA; il secondo, non tratta propriamente del tema omosessuale, ma anzi di come un uomo omofono del Texas contrae l’AIDS a causa di un rapporto non protetto con una donna tossicodipendente e sieropositiva, che a causa del pregiudizio e della stereotipizzazione, viene allontanato da parenti, amici e società, così si avvicina alla realtà non solo omosessuale ma anche transgender.

Il comun denominatore oltre ad essere tratti o ispirati a storie vere, è che la tragicità non viene data dalle discriminazioni esterne ma da problemi e frustrazioni all’interno del rapporto sentimentale tra i protagonisti. Questo è il passo avanti e in Behind the candelabras oltre a questo è presente anche l’aspetto di presa di coscienza da parte di Scott del suo orientamento sessuale, occluso da un mondo bigotto e discriminatorio e omofono come quello di Dallas Buyer Club.

Nella stagione 2014-15 c’è maggiore apertura: al tema LGBT si dà spazio in campo seriale, come Looking (2014), che descrive una realtà oltre che gay anche multietnica e Transparent (2014), webserie su di una famiglia che scopre il padre essere trans. quest’ultimo con nomination ai Golden Globes.

Ciò che si evince dal susseguirsi di eventi e di prodotti, è una forte sensazione di normalità, sia di come vengono recepiti questi film che come vengono realizzati e recitati.

Vedremo se Transparent si aggiudicherà la statuetta come Best TV Series, e/o come miglior attore il protagonista nominato Jeffrey Tambor l’11 gennaio.

 

Marie Angela Tuala Paku

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Marie Angela Tuala Paku

Nata a Roma il 31 marzo 1989. Nel 2014 ho conseguito la laurea Magistrale in Teorie e pratiche dello spettacolo cinematografico, con una tesi intitolata "Blackness e cinema hollywoodiano. Forme e modelli del racconto del trauma afroamericano." Successivamente interessata al lato pratico del cinema ho seguito corsi di regia e montaggio, presso la scuola Sentieri Selvaggi di Roma.