Per sempre uguali: The Simpson

Si parla talmente tanto di tutto che, spesso, risulta difficile trovare un argomento nuovo o del quale nessuno abbia mai scritto.

Ecco, mentre mi arrovellavo pensando a cosa avrei potuto proporre questo mese mi sono trovata a guardare I Simpson, così, tanto per tenermi compagnia mentre sparecchiavo la tavola. Guardavo e distoglievo la mia attenzione, atteggiamento tipico dell’utente medio che fa anche altro mentre il flusso televisivo “scorre”, finché non mi ha colpito vedere uno dei personaggi maneggiare uno smartphone! Era davvero tanto che non guardavo I Simpson e probabilmente mi ero persa qualcosa: la loro evoluzione.

Mi sono bloccata e, come un segugio, ho iniziato la ricerca di altri elementi che potessero essere figli dei nuovi tempi… Poi ho visto Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie e ho subito riconosciuto quella strana famiglia di uomini gialli che ricordo uguali a se stessi fin da quando ho memoria. Voci diverse per soggetti che non crescono, che non invecchiano, che hanno un passato e di cui raramente ci è dato conoscere il futuro.

 

Springfield, il preside bamboccione Skinner, il malefico Mr Burns sempre in coppia con il fido Smithers, Krusty il Clown… Tutto ne I Simpson regala continuità, la sicurezza di accendere la tv e trovare dei personaggi che vivono sempre situazioni diverse ma che compiono inevitabilmente gli stessi errori, perché nessuno impara mai, nessuno deve imparare, pena il crescere e abbandonare lo statuto di “tipo” che Matt Groening ha abilmente affibbiato ad ognuno degli abitanti di quella strampalata città.

C’è Homer, il padre che nessuno vorrebbe davvero avere, la cui semplicità fa sorridere e che è per sua moglie Marge, casalinga super impegnata, un compagno e un figlio allo stesso tempo. Ci sono Bart e Lisa, i fratelli antitetici, fannullone e dispettoso il primo, studiosa e lungimirante la seconda, sempre alle prese con qualche storia che evidenzia i loro pregi e i loro difetti. E Maggie? Quanti non hanno mai creduto che prima o poi avrebbe abbandonato il suo ciuccio? E invece no, continua a gattonare e ad essere il personaggio più “taciturno”, benché in alcune occasioni ci abbia fatto sperare in una sua crescita, almeno verbale.

Si potrebbe continuare così per ognuno dei tipi che costellano il cast della serie animata più vista di tutti i tempi, ma quello che davvero fa sorridere è che I Simpson piacciono perché, seppure in modo grottesco, ci ricordano qualcuno che davvero conosciamo: loro stessi, entrati nelle nostre case senza chiedere il permesso che, come fanno nella sigla iniziale –primo e vero marchio di fabbrica -, si siedono con noi sul divano per guardarsi.

 

Hanno festeggiato 25 anni proprio lo scorso mese, il 17 dicembre 2014, nozze d’argento tra loro e il pubblico di telespettatori che resta ancora fedele alla longeva sit-com animata, una produzione che, grazie all’inserimento al suo interno di riferimenti e citazioni alla cultura pop internazionale, è riuscita ad attrarre in tutti questi anni generazioni differenti di spettatori.

 

Al pari di grandi personaggi del grande schermo che hanno fatto la storia del cinema, anche I Simpson hanno letteralmente influenzato usi e costumi della società americana e non solo, benché si tratti di cartoni animati. Basti pensare, per fare un esempio, ai numerosi neologismi e modi di dire utilizzati nella serie che, più di qualcuno, utilizza proprio pensando come i personaggi che li pronunciano. Il “D’oh” di Homer (talmente popolare da essere stato inserito all’interno dell’Oxford English Dictionary ma senza apostrofo), l’ “Eccellente” di Mr Burns con il movimento delle mani annesso, l’ “Ah-ah” antipatico di Nelson e il sempreverde “Ciucciati il calzino” di Bart.

Forse nessuno, come Matt Groening, è riuscito a creare personaggi così d’impatto nel mondo animato e lo dimostra il fatto che nel 1998, nemmeno dieci anni dopo la prima puntata, la rivista TIME inserisca Bart Simpson tra le cinquanta persone più influenti del XX secolo.

 

25 anni e non sentirli, il loro essere sempre uguali di fronte a un mondo che cambia e a cui riescono comunque a tener testa. È la loro naturale avversione alla crescita che, forse, crea quel legame indissolubile tra loro e chi invece ogni anno conta una candelina in più sulla torta: “io SO che I Simpson non cambieranno mai, è quello che mi fa fidare di loro e mi spinge a prendere il telecomando e sintonizzarmi sul canale che li manda in onda…” Il desiderio di sentirsi a casa guardando la tv, la consapevolezza di essere grandi e diversi ma di poter godere di quei personaggi che sono non-cresciuti con noi, così come si è sempre fatto.

 

Annagiulia Scaini

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