The eternal sunshine of the spotless mind

 L’orrore della traduzione.

“How happy is the blameless vestal’s lot!
The world for getting, by the world forgot. Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray’r accepted, and each wish resign’d”

Alexandre Pope, Eloisa to Abelard

I versi della poesia di Pope aprono una delle scene più belle della storia del cinema, ma a causa di una terribile traduzione del titolo in italiano, purtroppo non tutti riescono a collegare i versi del poeta all’interno del panorama cinematografico. Il film in questione è The eternal sunshine of the spotless mind diretto da Michel Gondry, 2005, in Italiano Se mi lasci ti cancello.

Enormi elefanti drappeggiati di rosso con dei pesanti gingilli dorati sfilano per le strade della gelida New York in pieno inverno. La parata cittadina fa da sfondo ad un piano americano di due persone: una donna dai capelli colorati che si trova sulle spalle di un uomo comune e dall’aria meno spensierata e più seria rispetto alla sua compagna. Nell’atmosfera di festa si sentono i versi sopracitati, “Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!/ Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata/ Infinita letizia della mente candida!/ Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.”

Il film, premio Oscar come miglior sceneggiatura originale a Charlie Kufman, venne tradotto in Italia nel modo peggiore. La distribuzione italiana, probabilmente convinta della presenza di un attore da commedia, Jim Carrey e della diva di Titanic Kate Winslet si lanciò in caduta libera in una traduzione a suon di budget più che di rispetto verso l’originale. D’altronde per il popolo anglo-americano fare una cattiva traduzione di Pope è come per noi tentare una pessima parafrasi della Divina Commedia, la pena per tale reato è esattamente la stessa, la derisione a vita; quindi in sostanza non lo si doveva tradurre.

A proposito del film il regista dichiara: “E’ nuovamente molto geometrico. Si parla di un tizio che vuole cancellare la sua ragazza dalla sua memoria. Vedrete tutta la loro relazione cancellata momento per momento, fino a che, nel bel mezzo della procedura, egli cambia idea e decide di salvarla. La porta quindi fuori dai ricordi che la riguardano mettendola dentro i ricordi che non la riguardano, in modo da nasconderla. E’ tutto molto simmetrico ma anche molto romantico allo stesso modo.” La duplice natura, romantica e drammatica del film, ha creato diversi problemi non solo con la traduzione ma anche con la distribuzione del film in America così come nel resto del mondo. Gondry nelle varie interviste ha ammesso che il film era nato da un’idea romantica, ma che nella sua trasposizione filmica è poi diventato tutt’atro. Un’idea geometrica appunto che riesce a trovare una spiegazione solo nella mente di Joel, del protagonista. Tutto il film infatti si svolge nella memoria di Joel e compie voli pindarici tra la realtà e i ricordi ed è stato difficile posizionarlo in un genere predefinito perfino per il regista. Nella difficoltà della sua collocazione di genere, anche negli Stati Uniti il regista lamentò una sbagliata pubblicità e una mal riuscita distribuzione “Sono molto contrariato dalla campagna pubblicitaria per il film. E’ divertente il fatto che io abbia diretto spot per molte aziende famose, ma quando si tratta dei miei film non posso fare nulla. Stanno vendendo Eternal Sunshine come una commedia romantica, ma è molto di più di tutto questo”. Se neppure i suoi ideatori, regista e sceneggiatore insieme, riuscirono a far nulla per migliorare la “leggera” pubblicità fatta sul film, come ci si poteva aspettare di meglio dalla distribuzione italiana che decise di saltare a piè pari la poesia di Pope? Cosa poteva fare? Beh, probabilmente nulla, ci sono dei titoli intoccabili, quelli che sono nell’etere dell’intraducibilità e che devono rimanere così, immacolati; The eternal sunshine of the spotless mind è uno di quelli.

Elisabetta Matarazzo

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Elisabetta Matarazzo

Elisabetta Matarazzo, classe 1988. Laureata nel 2011 in "Letteratura Musica e Spettacolo" e nel 2013 in "Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche", presso l'università di Roma la Sapienza.