So Sexy, So Vampire

È il 1897 quando Bram Stoker pubblica il romanzo gotico sul vampiro Dracula, ispirato alla figura del principe rumeno Vlad III, dominatore della Valacchia famoso per la sua abitudine di impalare i nemici e intorno al quale si svilupparono leggende orrifiche date alcune sue abitudini discutibili, come quella di bere il sangue degli sconfitti. Il filone letterario comprendente le innumerevoli opere letterarie dedicate ai vampiri nell’ultimo secolo, è stato fonte di ispirazione prima del cinema e poi della tv.

Film come Nosferatu del 1922 di Murnau e Dracula del 1931 di Browning furono le prime opere cinematografiche tratte dal libro di Stoker che codificarono a livello visivo le caratteristiche convenzionali del vampiro: l’ombra minacciosa, il passo lento, i lunghi canini, il colorito cadaverico, lo sguardo magnetico e l’abito nero.

Le opere si sono poi moltiplicate e diversificate, divenendo film a sé stanti sul vampirismo. Con il passare del tempo, infatti, la mitologia del vampiro si è arricchita di alcuni fattori che ne hanno rinnovato il fascino (una postura modaiola, per dirne uno) pena l’abbandono di vecchi cliché e archetipi classici. L’atmosfera gotica rimane costante, ma con una diversa intensità per ogni film a seconda dell’ambientazione scelta dal regista di turno.

Dagli anni ’80 in poi si è assistito all’avvento del vampiro moderno, un vampiro metropolitano e cool che poco ha in comune con il Nosferatu di Murnau. Quelle che un tempo erano figure avvolte da un alone di misticismo gotico legato a miti e leggende, diventano uomini (e anche donne) post-moderni con capacità ancora legate al mondo delle tenebre ma con un fascino tutto nuovo e seducente.

Nel 1992 Coppola con il suo Dracula di Bram Stocker (1992) ha presentato un protagonista affascinante e sensuale, interpretato da Gary Oldman, che è spinto alla crudeltà da un sentimento d’amore che lo lega alla sua amata, ormai morta da secoli, e che lui trova reincarnata in una fanciulla che ha il volto di Winona Raider. Un Dracula attraente senza dubbio, ma pensiamo ora a Intervista col vampiro (Jordan) di due anni dopo e proviamo a valutare l’iper-sensualità di Tom Cruise e Brad Pitt rispetto a quel vampiro bianchiccio e gobbo che era Nosferatu. Non c’è nulla di umano, né di affascinante nel vampiro di Murnau, il suo aspetto esteriore è specchio della sua natura sovrumana e diabolica, respinge e allontana. Tutt’altro si può dire nei confronti di Brad Pitt, capello biondo lungo, viso d’angelo, attrazione pura – che nel film è un vampiro che rimpiange la sua mortalità – come anche della sua controparte Tom Cruise che, a differenza del primo, è completamente e perfettamente calato nella la sua dis-umanità. Due star Hollywoodiane, che da più di vent’anni sono riconosciute come sex symbol, vestono i panni del vampiro ma sono lontanissimi dal loro primo antenato, il conte di Orlok,  interpretato da Max Schreck, che sembra solo un semi-automa succhiasangue, senza alcuno scavo psicologico. Orlok è solo il “brutto e cattivo” da cui si deve fuggire per non essere morsi, ma gli anni ’90 dimostrano il loro disaccordo su questo punto: cosa altro c’è dietro il vampiro?

Il vampiro esercita un nuovo appeal, il momento del morso diventa un istante sensuale e momento apicale di tutto un film in cui non si aspetta altro che lui si trovi a cedere davanti al collo della protagonista femminile di turno.

Uomini-vampiri che subiscono il fascino di donne mortali, ma allo stesso tempo esercitano lo stesso potere attrattivo nei loro confronti. Eppure i film sui vampiri compiono un ulteriore salto in avanti quando nel 1997 viene prodotta in America la serie tv Buffy – The Vampire Slayers. Questa volta non è la fanciulla a dover fuggire da un vampiro, ma è il vampiro a dover affrontare una ragazza che ha come missione quella di ucciderlo. Buffy è l’esempio di una nuova femminilità che si ribella alla passività del morso, che lotta e che ha come fine ultimo quello di eliminare i vampiri, se non fosse che, come abbiamo detto, ormai il vampiro non è più un mostro, ma si nasconde dietro la fisicità prorompente di David Boreanaz. Angel, questo il nome del personaggio, è un vampiro che nel corso della serie si redime (tant’è che dalla serie verrà fuori uno spin-of in cui lui e Cordelia saranno i protagonisti) e con il quale Buffy vivrà una sofferta storia d’amore. Come ormai è chiaro, ad un vampiro buono si deve alternare quello malvagio che, non può non essere attraente. E allora accanto ad Angel arriva Spike, il biondo ossigenato che ricorda un classico bad boy della fine degli anni ’70. Anche Spike, però, non resterà immune al fascino dell’ammazza vampiri: la sua malvagità si stempererà di stagione in stagione.

Quello che fin’ora ho scritto dimostra quanto la fisicità del vampiro si sia evoluta a favore di un aspetto quanto più sexy e metropolitano possibile. Il vampiro deve piacere, deve attrarre, deve far innamorare. Proprio per far sì che quest’ultimo punto si realizzi in modo completo, quello che è successo dagli anni ’90 in poi, è stato un vero e proprio studio della storia del personaggio-vampiro. Il vampiro ha un trascorso, ha sofferto, ha combattuto contro la propria immortalità e, immancabilmente, si innamora di una mortale tanto da non volerla ridurre alla stessa vita di eterna sofferenza, cercando di proteggerla da morsi altrui che possano farle correre il rischio della vampirizzazione. Eppure, i film sui vampiri dell’ultimo decennio dimostrano ancora una volta che il personaggio femminile non è più relegato al ruolo dell’innamorata triste e perennemente in fuga: anche l’umana lotta contro i vampiri “cattivi”, fiancheggiando il suo amato fisicato. E se viene morsa? Vorrà dire che diventerà vampira anche lei… e il per sempre “felice e contenti” sarà davvero per sempre. Pensiamo alla saga Twilight, con Robert Pattintos, e alla serie tv The Vampire Diaries, con Ian Somerhalder e Paul Wesley (per dirne due). Gruppi di finti-adolescenti vampiri che conquistano ragazze da ogni parte del mondo e fanno desiderare di essere morse sul collo. Povero Nosferatu…

Gli anni ’90 hanno, senza dubbio, preparato nel migliore dei modi l’ascesa del bello e maledetto, che ha toccato l’apice dal 2000 in poi e che oggi ha addirittura portato a stilare una lista dei “succhiasangue” più sensuali della storia del cinema e della tv. Il settimanale statunitense In Touch li conferma: Brad Pitt, David Boreanaz, Stuard Townsend (in La regina dei dannati), Robert Pattintson, Stephen Moyer e i vampiri della fortunata serie The Vampire Diaries.

 

Vampiri, vampire, o meglio, vampiri buoni contro vampiri cattivi. La lotta tra bene e male continua, ma nel XXI secolo si gioca tutto nel territorio delle tenebre.

 

Annagiulia Scaini

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