Dracula Untold

 L’inizio della leggenda tra azione e sentimentalismo.

Il film, diretto da Gary Shore e prodotto dalla Universal Picture, ripercorre la nascita del personaggio leggendario di cui ne ha scritto Bram Stoker. Il conte Vlad III di Valacchia, che nel film è invece principe romeno, è interpretato da Luke Evans: nel pieno coinvolgimento della guerra contro i turchi, il principe Vlad, constatata la netta superiorità dei nemici, stringe una sorta di patto con il “diavolo” per proteggere la sua famiglia e il suo regno dalla minaccia turca; tale patto lo porta a diventare Dracula.

Guardando agli innumerevoli progetti passati dedicati al fenomeno del vampirismo, ripercorrendo sia film che serie tv, si nota da subito che Dracula Untold è il primo film con il chiaro intento di ricostruire le origini storico- mitologiche della nascita del vampiro. La storia della sofferta perdita, sia fisica che emotiva, della condizione di umano, fino alla trasformazione in essere sovrannaturale, usurpa però il trono che sarebbe dovuto appartenere al racconto storico della guerra contro l’impero turco e alle origini dell’uomo prima del vampiro.

Impregnato di battaglie ed effetti speciali ovviamente strepitosi (vederlo in Imax devo dire che ha portato parecchi punti a favore), il film inciampa spesso nelle romanticherie facili. In un paio di scene il regista prende in prestito qualche idea da 300 di Snyder; un esempio su tutti potrebbe essere la scena dell’arrampicata sulla montagna del protagonista, per raggiungere un solitario Caligola, con tanto di mantello rosso alla Leonida che contrasta con i toni dark del paesaggio circostante. Proprio Caligola è una novità all’interno dei racconti su Dracula: un essere misterioso, che si scopre essere il primo vampiro della storia, che nascosto in una grotta “dona” al principe Vlad quell’immortalità che lo condurrà nel girone della sofferenza. Sicuramente d’effetto è la sua entrata in scena, annunciata dalla voce forte di Charles Dance e che ha fatto sospirare tutti i fan di Twyn Lannister presenti in sala.

Ottenuto il potere di sconfiggere l’armata turca, Vlad III nella sua nuova condizione, a tratti ridicola, di superuomo, si schiera in solitudine contro l’esercito orientale. Sparsi per tutto il film ci sono i riferimenti mitologici, di cui ormai non possiamo fare a meno, che caratterizzano il personaggio, come ad esempio argento e paletti di legno.

Quello interpretato da Evans, perfetto per il ruolo, è un Dracula che ci mostra una grande sofferenza nel cambiamento che lo investe, pronto a rischiare tutto se stesso per difendere la propria famiglia. Un film che, nonostante le aspettative, si rivela essere deludente sul piano della ricostruzione storica, se non per qualche riferimento scenico all’ordine del Drago, a cui il principe e la sua famiglia appartenevano (proprio il nome Dracula significa drago) o gli accenni alla nascita del suo epiteto Tepes “l’impalatore” e promette invece azione, effetti speciali e anche una dose di romanticismo.

Elisabetta Matarazzo

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Elisabetta Matarazzo

Elisabetta Matarazzo, classe 1988. Laureata nel 2011 in "Letteratura Musica e Spettacolo" e nel 2013 in "Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche", presso l'università di Roma la Sapienza.