Lo straordinario viaggio di T.S.Spivet

L’inesauribile immaginario di Junet

Jean-Pierre Junet ci regala un ennesima bellissima favola che fa sognare, questa volta decide di raccontare la storia di un piccolo genio della scienza e del suo viaggio che lo porterà dal Montana a Washington per ritirare il prestigioso Premio Baird.

La storia è ispirata al romanzo del giovane autore americano Reif Larsen The Selected Works of T.S.Spivet consigliato al regista da un amico a cui chiese un idea per un nuovo progetto.

Il film è girato in 3D e grazie allo stile inconfondibile del regista e alla magia della storia raccontata il risultato è un viaggio magico che attraversa tutti gli Stati Uniti e porta alla crescita del piccolo T.S. e alla conferma dei rapporti umani tra lui e la sua famiglia.

Il rapporto del bambino con la sua famiglia è sempre stato (nonostante la sua giovane età) molto conflittuale e titubante, soprattutto dopo la morte del suo fratello gemello. Il parallelo tra i due fratelli e i loro genitori è perfetto, la madre, entomologa, è molto simile a T.S. nella sua impostazione logico scientifica della vita; suo padre è un cowboy vecchio stampo uscito quasi da un  film western, al quale il gemello di T.S. somiglia in tutto e per tutto.
Queste somiglianze affiancate distruggono l’equilibrio della famiglia nel momento della morte del piccolo Layton.

Questa storia, così sintetizzata, può risultare quasi banale e conosciuta, ma grazie alla maestria di Junet il racconto entra in una dimensione fantastica, le immagini, grazie anche al 3D, i racconti e le piccole digressioni del bambino, i personaggi che incontra nel suo lungo viaggio, i piccoli particolari della famiglia e dei suoi legami, impregnano tutto di un aurea magica. Piccole cose come la capacità della mamma di far esplodere tostapane, diventata quasi un rituale mattutino, l’amore incomprensibile tra i due adulti, totalmente diversi e apparentemente così lontani, il salotto del padre, pieno di animali imbalsamati e cimeli di vecchi cowboy, lo studio della madre, una stanza colma di teche con tutte le specie di coleotteri della zona e non solo; tutto riempie questo film immagini da sogno, una favola egregiamente narrata.

 

Cristina Aresu

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