The Hurt Locker

Cos’è The Hurt Locker ?

Prima di tutto è il titolo di un film, vincitore, nel 2010, di 6 tra i premi oscar più importanti: Miglior Regia per la regista  Kathryn Bigelow (prima donna a vincere questa statuetta), Miglior sceneggiatura originale per Mark Boal (reporter di guerra), Miglior film e Miglior montaggio.

Difficile trovare oggi qualcuno che abbia visto questo film e se qualcuno lo ha visto non è arrivato alla fine oppure non lo ha apprezzato minimante.

Il prima approccio che si ha con un film solitamente è il titolo, questo incuriosisce in particolar modo, tant’è che quando lo si cita in una conversazione la prima domanda che a tutti sorge spontanea è sempre “cosa significa?” e non nego che anche a me venne immediata la curiosità. Letteralmente il significato della locuzione dovrebbe essere l’armadietto o la scatola del dolore di conseguenza vedendo il film credetti che il titolo fosse un riferimento alle bombe (essendo i protagonisti degli artificieri dell’esercito americano che lavorano durante la guerra in Iraq). Spulciando in internet ebbi la conferma di questa ipotesi trovando su un rispettabilissimo sito di cinema la definizione:

 

La scatola del dolore: una metafora poetica per definire le “Ied”, gli esplosivi artigianali che tante vittime hanno fatto e stanno facendo fra i civili iracheni e i militari della Coalizione.

 

Non soddisfatta della conferma, incontrata in un analisi senza alcuna nota o fonte, continuai la ricerca incontrando  la seguente spiegazione: 

 

The hurt locker è un contenitore nel quale vengono raccolti gli effetti personali dei soldati americani morti in guerra.”

 

Questa spiegazione ha qualcosa di veritiero e, ripensando al film, viene subito in mente la scena in cui, dopo la morte del sergente Thompson (Guy Pearce), il sergente Sanborn (Anthony Mackie) ripone le medagliette del collega e amico deceduto in una scatola bianca con dentro diverse cose tra cui la bandiera degli Stati Uniti e altri oggetti chiusi in buste di plastica. La scena dura qualche minuto ed è molto intensa, essendo messa poi ai primi minuti del film sembra significare una notevole importanza narrativa e così la definizione del titolo appena citata sembra calzare ancora meglio.

Ma continuando la visione del film, e considerando l’importanza degli esplosivi sembra quasi che entrambe le spiegazioni siano adeguate. Ma quando stiamo per convincerci ecco che un’altra fonte distrugge le nostre certezze. In questo caso è nella nostra affezionatissima enciclopedia virtuale Wikipedia troviamo questo frase: 

 

Il titolo del film è una locuzione presente nello slang militare americano usata per descrivere un luogo particolarmente rischioso in cui i risvolti sono imprevedibili. Il termine può anche indicare “l’essere feriti in un’esplosione”.

 

Per la prima volta si trova una definizione con una nota, il rimando è al link Movie Review: The Hurt Locker a cui però è collegata una pagina non più esistente al momento (aprendolo salta fuori l’errore 404 Not Found).

 

È un peccato non avere la fonte di queste definizioni, sono due e possono essere attinenti al film, anche se molto lontane alle spiegazioni precedentemente incontrate. 

Abbiamo racimolato fin qui la bellezza di 4 differenti spiegazioni per questo titolo apparentemente così misterioso.

Tutte abbastanza attinenti ma nessuna certa, non soddisfatta quindi continuo la mia piccola ricerca personale nella rete, si trovano tante altre definizioni, alcune simili a quelle già citate altre no, la locuzione viene usata ormai per traslato anche nel linguaggio colloquiale e sta ad indicare, riferito a una persona: che sta nei guai, che ormai è rovinato o simili. Viene usato anche nel linguaggio sportivo, in riferimento a una squadra, per esempio, quando si trova in difficoltà. In alcuni forum si possono trovare anche altre spiegazioni, come per esempio questa:

 

“If someone inflicts pain on someone else, they are said to be “putting them in the Hurt Locker”. It is a colloquiallism, that means to cause someone physical or mental suffering.”

 

Le spiegazioni si sprecano e continuando a cercare si perde quasi il contatto con la motivazione motrice che mi aveva spinto a intraprendere questa ricerca fino a quando non riesco a trovare un intervista alla regista, a cui viene fatta la stessa domanda e la risposta, la più attendibile,  che la rivista ci riporta è la seguente:

«Letteralmente significa “il contenitore del dolore”: “locker” è infatti l’armadietto all’interno del quale i soldati conservano i loro effetti personali. In senso non letterale “hurt locker” è il luogo del dolore definitivo ed è un termine che Mark ha sentito usare dai soldati quando era con loro a Bagdad. Era un modo di dire tra di loro, di scherzare, quasi. Quando trovavano una bomba da disinnescare dicevano: “se questa esplode, finiamo tutti nell’hurt locker”»

 

Cristina Aresu

 

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