Il genere Horror dal cinema alla televisione

“Inizia sempre nello stesso modo. Mi preparo per una guerra giusta, sono calmo, so come funziona.. So cosa sta per succedere e so che nessuno può fermarmi, incluso me stesso…”

Immagini iniziano a delinearsi su uno schermo, non quello cinematografico, ma quello della TV. La mia posizione di spettatrice sembra simile. In fin dei conti quando si possiede un divano comodo, un sistema Dolby 5.1 e un grande schermo LED ciò che manca in questa visione è la magia del recarsi in sala, il suono del proiettore e quello sfarfallio impercettibile che si nota quando finisce una pellicola. Elementi che dall’inizio di quest’anno non vi sono più. Al cinema tutto è diventato digitale. I film si “scaricano” su potenti hard disk, la pellicola viene sostituita da etere. Uno spettatore medio probabilmente non si renderà nemmeno conto di assistere a un diverso spettacolo. Vi sono poi dei casi particolari come quelli in cui ci riuniamo con i nostri amici per vedere un film horror. La particolarità è data dal genere.  Difficilmente ci si può spiegare perché piaccia il genere horror. In fin dei conti si gioca sempre sugli stessi cliché (il più delle volte stereotipati), raramente si prova paura, o si assiste a un racconto con una trama coinvolgente. Per quanto concerne il discorso sulle trame Polti afferma che in generale sia impossibile costruire una trama originale in quanto tutte le storie si costituiscono sulla base di 36 situazioni drammatiche; ma, se in molti film riscontriamo modalità originali per raccontare sempre le “stesse storie”, l’horror ricorre costantemente ad alcuni cliché (io li chiamerei topoi) del genere. Vediamo rapidamente di cosa si tratta.

 

Solitamente troviamo l’ingenua ragazza bionda che “casualmente” si ritrova in un luogo dominato dall’ombra (lei stessa si reca in questo luogo sebbene potesse scegliere una strada diversa) per entrare a contatto con il mostro/fantasma/omicida. Si ritrovano, nei film horror più recenti (parlo di film come Scream oppure The House of Wax) il fidanzato o amico belloccio e muscoloso, uno più ingenuo o nerd, l’amica che viene puntualmente uccisa. Ci affezioniamo a una famiglia (La casa, Amityville Horror, Shining, The Strangers) che si reca in una casa, luogo tradizionale del genere (altri luoghi possono essere il manicomio o il cimitero), che, riprendendo il gotico, sembra aver “assorbito” il male. La famiglia può affrontare i “mostri dell’infanzia”, ovvero quei personaggi creati nella storia americana per spaventare i bambini (l’uomo nero in film come Boogeyman oppure il mostro nell’armadio che torna, per essere esorcizzato, in Monsters & Co. Prodotto dalla Walt Disney). Altri personaggi sono demoni, streghe, vampiri, zombie, il dr. Frankenstein, e chi più ne ha più ne metta. Tra i temi più gettonati, oltre quelli strettamente dipendenti dai personaggi (creature mostruose nate per il volere di dottori, demoni evocati dalle streghe, il vampirismo e l’uccisione seriale di vittime femminili sexy etc.) ritroviamo anche la possessione (CarrieDrag me to HellL’esorcista), i fantasmi che non sanno di essere morti (The Sixth SenseThe Others), viaggi astrali (Insidious), bambini torturati e morti che infestano i luoghi più disparati (Fragile), fantasmi che cercano vendetta/giustizia (What Lies Beneath); un altro è il filone ad esempio del serial killer che tende a mescolare il genere horror con il poliziesco o il thriller (SawFrom Hell) o ancora i film con pupazzi indemoniati (Gremlins, Chucky) e clown spaventosi (uno per tutti It). Vi sono poi i film che mettono in scena le perversioni di qualche svitato come nel filone di Hostel, per non parlare poi di tutti quelli che, sebbene siano classificabili nei gruppi tematici precedenti, hanno una peculiarità stilistica, ovvero tutti i film con riprese “amatoriali”, tradizione inaugurata da The Blair Witch Project e proseguita con Paranormal Activity Rec, nonché The Devil Inside.

Gabriela Primicerio

 

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Gabriela Primicerio

Laureata alla Sapienza in Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche, ha conseguito il diploma di Master in Gestione della produzione cinematografica e televisiva presso la Luiss. Costantemente in cerca di nuove sfide professionali.